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  • 09/05/2020   Maggio

    PROGETTO ESTATE 2020

    INCONTRO DI PASTORALE GIOVANILE

    DIOCESI DI MILANO

    La Cei oltre che per le celebrazioni sta ragionando anche per l’estate con il Comitato
    Scientifico del Governo.
    Sono tre i criteri di fondo che guidano il “progetto”:
    1. Distanziamento: per non creare possibilità di contagio diretto (piccoli
    gruppi dove questo possa essere controllato da parte dei responsabili). Piccoli
    gruppi che possano essere così composti: un adulto + 2-3 animatori + 10
    bambini circa (per arrivare al massimo a 15 persone). I gruppi devono essere
    omogenei per età!
    2. Scaglionamento e frequentazione di ambienti diversi: meglio spazi
    aperti (ma non sempre sarà bel tempo) e per gli spazi chiusi rispettare la
    distanza personale di 1,80 (non è una misura “definitiva” ma è la massima
    distanza fino ad ora chiesta anche per altre situazioni, va quindi calcolato lo
    spazio degli ambienti). Occorre anche valutare, per l’uso degli ambienti
    chiusi, quanto tempo occorre per il ricambio d’aria e la pulizia prima che un
    secondo gruppo possa usare lo stesso ambiente (ad ora non è detto)
    3. Mascherine e misurazione della temperatura: la mascherina è sempre
    obbligatoria in tutto il tempo del contatto con altre persone e per la
    temperatura occorre valutare da situazione a situazione (forse chiedono la
    responsabilità dei genitori per cui se c’è febbre devono fermarli loro alla
    partenza... diverso se viene durante la giornata...) comunque serve un
    presidio che misuri all’ingresso e uscita.
    Questi tre punti devono essere applicati valutando anche queste condizioni:
    a. Va valutata la capienza degli ambienti sia interni (soprattutto) che esterni
    perché va sempre applicata la regola del metro e ottanta di distanziamento
    fisico da persona a persona... non solo dei ragazzi ma anche degli adulti e
    animatori (per cui 15 persone x 1,80)
    b. Tipologie di attività proposte: non possono essere naturalmente attività
    o giochi che prevedano il contatto fisico (giocare a ce l’hai o castellone non è
    possibile) ma “esperienze ricreative e didattiche” (palestra di roccia,
    laboratori musicali, di tecnica, di scienze, di lingua, giochi a distanza ...)
    c. Pulizia/sanificazione: per sanificazione si intende la pulizia fatta con
    amichina oppure candeggina dei sanitari e degli ambienti utilizzati oppure
    con prodotti che raggiungano il 70% di volume alcoolico (per esempio in un
    litro: 750 ml di alcool e 250 di acqua distillata). Quella effettuata da ditte
    specializzate si chiama disinfezione e sterilizzazione degli ambienti (che per
    ora ci è richiesta solo una volta alla partenza per garantire che gli ambienti
    partono da uno “zero” certificato)
    d. Responsabilità: se un ragazzo viene e ha la febbre? Se uno viene contagiato
    da un asintomatico? ... a noi è chiesto di dimostrare che abbiamo fatto di

    tutto per evitare di essere centri di contagio... non oltre. Per cui rispetto dei
    protocolli assegnati e delle indicazioni che saranno date all’atto dell’iscrizione
    e firmate dai genitori.
    e. Rete: visto il numero di persone in campo e soprattutto di spazi da utilizzare
    per non fare selezione tra chi può partecipare e chi no .. occorre fin da adesso
    tessere una rete che coinvolga il Comune, le Associazioni del territorio, la
    Scuola e adulti di buona volontà disponibili.. più spazi, quindi più persone
    adulte coinvolte (per un ente pubblico gli adolescenti animatori sono
    MINORENNI, quindi nel gruppo contano come ragazzi... anche se un po’ più
    grandicelli)
    f. Formazione:

    1. Innanzitutto sulle regole igenico/sanitarie e sulle norme di
    comportamento (mascherine, distanziamento, pulizia degli
    ambienti, lavaggio delle mani quante volte e come,
    misurazione della febbre, uso delle cose e degli ambienti,
    contatti tra i ragazzi, giochi e attività possibili....)
    2. Pedagogica e di stile: non possiamo fare questa attività estiva
    facendo finta che tutto quello che è avvenuto in questi mesi
    non sia un “peso” per i ragazzi e per gli adolescenti. Vanno
    ascoltati nel loro vissuto e va educata una nuova forma di
    socializzazione. Saremo il primo ente “pubblico” con cui i
    ragazzi riprenderanno un contatto sociale/relazionale, vanno
    quindi educati al rispetto/attenzione verso l’altro ma non alla
    PAURA/SOSPETTO (NON ESISTONO UNTORI!)
    3. Animazione: soprattutto per gli adolescenti che non vivranno
    questa estate come le solite e non si sentiranno “addosso” i
    ragazzi ... il rischio è che dopo qualche giorno si sentano
    “frustrati” nel ruolo diverso e più da controllori delle regole e
    delle distanze... occorre trovare modalità che li rispettino e li
    sostengano (oratorio serale per loro a piccoli gruppi???
    Piccole uscite o convivenze in oratorio???)

    g. Informazione: la parrocchia dovrà comunicare ai genitori delle notizie
    essenziali con punti chiari e precisi di comportamento... la diocesi sta
    pensando moduli (come quelli per la Privacy) che riportino punti che valgono
    per tutti e norme di comportamento universali.
    h. Mense e campeggi: per quanto riguarda i pranzi ed il servizio mensa per
    ora non ci sono indicazioni perché molto probabilmente saranno i centri
    prima infanzia e le scuole materne ad aprire a giugno e seguiremo le
    indicazioni che varranno per loro. Per i campeggi non ci sono indicazioni
    certe ma vista la situazione si consiglia di privilegiare un allungamento
    dell’estate in oratorio piuttosto che investire per poche/pochissime persone
    che potranno partecipare ad uscite (anche per i costi).
    Per chi fosse interessato a collaborare contattare don Gianni
    Cell 335.345967 oppure mail: chiesacivate@gmail.com
    Grazie

  • 05/04/2020   Aprile

    Mascherine per la Comunità

     

    La parrocchia, grazie alla stupenda disponibilità di tante mamme e dell’Amministrazione Comunale con la Protezione Civile, vista l’ultima disposizione della Regione Lombardia di indossare tutti una mascherina, si è messa in moto per produrle per tutte le famiglie della Comunità, almeno una entro Pasqua. A oggi (18/04/20) siamo arrivati già quasi a 3100 mascherine. Il nostro obiettivo è di riuscire ad arrivare a circa 4500 entro il 3 maggio per poter garantire un maggior numero di mascherine possibili a tutti i CIVATESI... Le consegne poi verrano fatte sempre attraverso la magnifica collaborazione del Gruppo Di Protezione Civile che ringraziamo per il servizio svolto fino a oggi.

    Sono di cotone lavabile già igienizzate con una tasca per inserire un filtro sostituibile che si sta recuperando da ditte specializzate.
    Un grazie sincero a tutte coloro che hanno dato stoffe e a chi si è messo a disposizione ...
    sono ben accette anche altre persone o donazioni di tessuto ( cotone resistente) ...
    fare riferimento alla parrocchia: chiesacivate@gmail.com ( indicando il proprio cellulare per essere contattati)
    oppure
    il materiale si può portare direttamente in segreteria parrocchiale.

    Grazie, insieme, tutti insieme, per il bene di tutti, ce la faremo.

     

  • 12/03/2020   Marzo

    LETTERA APERTA ( da Don Gianni )

    Carissimi ragazzi e giovani, carissime famiglie,
    stiamo vivendo un tempo di “prova” ... come ogni prova la prima impressione che
    sentiamo addosso è quella di una “privazione”.
    sentiamo che ci è tolto qualcosa, lo avvertiamo come “strappo” e ingiustizia.
    E’ vero, dobbiamo ascoltare questo moto interiore... solo ascoltandolo la prova, ogni
    prova della vita, ci cambia. Possiamo reagirci contro e voler riportare tutto a quello che
    facevamo prima... oppure possiamo stare nella prova e capire che ci chiede di
    cambiare!
    Un primo grande cambiamento che ci è chiesto è nello “spazio”, ci è chiesto di
    stare nelle nostre case e non nei bar, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei centri
    commerciali, nei parchi, nelle palestre, nelle chiese... sono tutti spazi che sentivamo
    “nostri” perché entravamo ed uscivamo prendendo quello che ci “serviva” o ci
    “piaceva”. Forse ora che non li abbiamo disponibili possiamo capire che quegli spazi
    valgono se rappresentano un di più, qualcosa di più grande che va rispettato e custodito.
    E’ inutile avere un parco giochi se poi lo devastiamo con incuria, o una palestra se non ne
    rispettiamo le strutture, o una scuola se non ascoltiamo chi ci parla...
    Un secondo cambiamento ci è chiesto nelle “relazioni”. Ci è chiesto di stare con la
    nostra famiglia, di non uscire ad incontrare gli amici, a giocare con loro, ad andare nelle
    loro case, ad uscire con loro. Forse ora che “gli altri” ci sono tolti possiamo capire che è
    veramente diverso “stare accanto” dal “sentire” una persona! per sentire basta un
    messaggio, una telefonata... ma questo ora non ci è tolto, anzi siamo incentivati a farlo.
    Ci manca lo “stare”, lo stare insieme, lo stare accanto ... questo dovrebbe farci riflettere
    anche dopo, altrimenti non sarà cambiato nulla! per una relazione vera non basta il
    “sentire” occorre la disponibilità dell’animo che si lascia toccare nel proprio tempo, nella
    vicinanza concreta, nell’incontro a tu per tu. Quello che avviene proprio in questo
    periodo nelle nostre case, dove siamo “costretti” a fare i conti con gli altri che ci sono,
    che hanno bisogno dei loro spazi, che hanno i loro tempi e i loro bisogni. E’ proprio
    imparando a fare i conti con la concretezza di questi gesti che possiamo imparare a
    costruire le relazioni più grandi che valgono per tutta la comunità, per tutta la vita.
    Un ultimo cambiamento ci è chiesto sul modo con cui guardiamo la “salute”. La
    nostra e quella di tutti. Pensiamo che la salute, il lavoro, la libertà, la vita in genere e tanto
    altro che concerne il vivere ci siano “dovuti”. Questa prova ci tocca nel nostro essenziale
    e ci fa comprendere quanto siamo fragili... agli occhi del mondo siamo poca cosa.
    Questo dovrebbe educarci alla vera “gratitudine” ed alla riconoscenza. Ciò che
    abbiamo ricevuto come dono non va trattato con superficialità. Ciò che è per me ha
    valore se diventa dono per tutti. Vivere non è un “fatto privato” ma la bellezza di un coro
    che insieme alza la propria lode e diventa sinfonia perché tiene nel canto le particolarità
    di tutti e di ciascuno.
    Se impariamo ad “ascoltare” queste prove ( lo spazio, le relazioni, la salute)
    potremo insieme essere autori di un vero cambiamento che ci farà crescere come
    persone e come comunità. Se subiamo da arrabbiati questo tempo e queste prove la
    vita, come ci cambia adesso ci cambierà lo stesso, ma non ci avrà fatto crescere...
    ripeteremo prima o poi gli errori del passato.
    “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!”... diceva Mohandas Karamchard
    Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito significa Grande Anima, soprannome datogli dal
    poeta indiano Tagore).
    Osiamo...cambiare per cambiarci!

    Don Gianni