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Auguri per un anno di “Pace”.

“Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: «In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi» (Lc 10,5-6).

Offrire la pace è al cuore della missione dei discepoli di Cristo. E questa offerta è rivolta a tutti coloro, uomini e donne, che sperano nella pace in mezzo ai drammi e alle violenze della storia umana. La “casa” di cui parla Gesù è ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente, nella loro singolarità e nella loro storia; è prima di tutto ogni persona, senza distinzioni né discriminazioni. È anche la nostra “casa comune”: il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine.

Sia questo dunque anche il mio augurio all’inizio del nuovo anno: “Pace a questa casa!”.

La pace è simile alla speranza di cui parla il poeta Charles Péguy: “è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza”. Lo sappiamo: la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione.

In effetti, la funzione e la responsabilità politica costituiscono una sfida permanente per tutti coloro che ricevono il mandato di servire il proprio Paese, di proteggere quanti vi abitano e di lavorare per porre le condizioni di un avvenire degno e giusto. Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità.” (Papa Francesco, Messaggio per la pace 2019)

 

Mi unisco volentieri al messaggio di Auguri e di Pace di Papa Francesco per l’inizio di questo 2019…

La “buona politica al servizio della pace” è il tema di fondo che attraversa tutto il suo messaggio e ci riguarda molto da vicino proprio perché in questa primavera saremo chiamati a votare come cittadini per una nuova giunta Comunale ed anche tra il 23-26 maggio per le votazioni Europee.

Cosa mettiamo a fondamento del nostro vivere civile? Da quali valori fondamentali ed imprescindibili partiamo?

Sicuramente non bastano i “proclami” occorre davvero – oggi più che mai – fare discernimento e leggere nella “storia” di ogni movimento politico (ormai i partiti non ci sono più) quali valori vuole difendere, quali vuole affermare, per quali si schiera.

Hanno tutti lo stesso linguaggio, ci si uniforma facilmente nei termini e nelle soluzioni proposte … serve una informazione più approfondita, ed una sapiente lettura di programmi “scritti” e non solo enunciati, valutandoli su pochi punti, ben precisi:

  • l’attenzione ai più deboli, ai poveri, con la premura di dare dignità alle loro condizioni… non bastano “redditi di inclusione o di cittadinanza”, servono prospettive di vita, riscatto di condizioni di abbandono, accompagnamenti precisi che tendono una mano e non soffocano in selve di carte e passaggi di burocrazia.
  • La cura per il bene comune perché sia di tutti e per tutti… e finalmente si sfati il detto che se è “di tutti è di nessuno”… servono proposte per una crescita nella corresponsabilità.
  • La ricerca del dialogo e del confronto costruttivo con tutti… nessuno ha le soluzioni ai macroproblemi sociali ed economici e diffidiamo dei “falsi profeti” che hanno facili risposte a tutto.
  • Uno sguardo di fiducia e di attenzione ai giovani, alla famiglia, alla maternità, alla dignità delle persone … che passi attraverso scelte precise di tutela e custodia di questo caposaldo della vita che è la relazione familiare! Senza di essa nessun uomo può reggere il peso e il senso della vita.

Il voto è l’espressione straordinaria della nostra libertà di coscienza e tale deve restare, non dobbiamo “delegare” la nostra coscienza alla “voce più grossa” del mercato televisivo… serve informazione, consapevolezza della propria opinione e soprattutto “confronto” perché la persona per cui voto “mi rappresenti” di fronte alla società!

La “politica” può e deve diventare una forma della carità… già il Card. Martini lo ricordava ai politici nei discorsi di S.Ambrogio ed ora anche Papa Francesco lo richiama: è una servizio alla comunità nel grado più alto, quello della responsabilità della crescita di un paese, di una nazione, di un popolo.

Abbiamo bisogno di sentire tutta la forza della Benedizione di Dio all’inizio di questo anno perché il nostro lavorare e vivere di ogni giorno ci faccia prendere cura di tutti i beni che Lui ha posto nelle nostre mani: il creato da custodire e salvaguardare; le relazioni umane da abitare e far crescere nella vera pace; il rapporto tra popoli e culture diverse perché si aprano a confronti per una crescita di bene reciproca… ma soprattutto la cura di quel dono immenso che è la propria anima.

«Sapere che si ha un’anima o ignorarlo, non è la stessa cosa» scrive François Cheng nel suo libro l’anima: «Sapere significa portare un’attenzione vigile ai tesori che possono illuminare il grigiore dei giorni». Riportare la centralità dell’anima nella vita vuol dire educare il sentimento a non essere la sua parodia, il sentimentalismo; vuol dire rimettere la tensione verso il reale al centro della persona; vuol dire avere il coraggio di ritrovare la domanda profonda di senso che va al di là della materia, al di là del possesso, al di là del consumo. L’anima non si nutre di moralismi, di buone intenzioni o di regole astruse ma ha sete unicamente di bellezza e di senso.

Ritroviamo il coraggio di educarci allo stupore della bellezza e non stanchiamoci di ricercare il senso profondo delle cose .

Buon Anno

Don Gianni