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Il tempo dell’Avvento, dell’Attesa, ce lo ricorda con “forza”… tutta la nostra vita è un cercare Dio che già da tempo ci sta cercando…. È un camminare verso Lui che è già da tempo sulle vie del mondo.

E’ saggezza della Chiesa aver pensato un tempo liturgico – anche se per noi del rito romano purtroppo breve – che ci rimetta al centro questa domanda: “dov’è Dio?” Non tanto nel chiederci dove è Lui, in quale posto fisico…. Ma dove è Dio nella tua vita? Quale spazio stai dando a Dio perché la tua esistenza sia veramente realizzata, vera, autentica.

Questa domanda che la Chiesa ci pone in questo mese non è scontata e non possiamo lasciarla cadere banalmente perché ci porta all’essenziale del nostro vivere: di chi siamo veramente “figli”? Qual è la nostra origine? Che cosa portiamo noi nel mondo? Quale immagine?

Non siamo semplicemente “cose” e nemmeno solo “creature”… siamo Figli di Dio! Questa è la nostra vera dignità, l’immagine che dobbiamo portare e raccontare al mondo!

Ecco perché la Chiesa Ambrosiana ha voluto in questo periodo il gesto della “Benedizione” delle Famiglie.

Ricorda che la Visita di Dio che si incarna in Cristo nella nostra umanità ci rende “capaci” di DIRE IL BENE a tutta l’umanità! Il Natale è il DONO straordinario di Dio che non solo crea l’uomo ma lo riempie di BENE perché sia nel mondo presenza efficace e costruttiva di bene!

Allora, come ci dice il nostro Vescovo nella sua lettera alle famiglie per il Natale:

“La benedizione di Dio non ha niente del rito magico dello scongiuro. Non è come una specie di sostanza misteriosa che respinge forze maligne, non è un gesto che produce, per un qualche automatismo incomprensibile, l'allontanamento di influssi pericolosi, non è una specie di assicurazione che garantisce risultati e successi.

La benedizione di Dio è invece la conferma dell'alleanza: Dio rimane fedele alla sua promessa di accompagnare tutti i suoi figli nella "terra promessa", cioè nel compimento lieto della vita. Dio è alleato del bene di ciascuno e di ciascuna famiglia e benedice, cioè dice le parole buone, offre la presenza amica dello Spirito Santo, incoraggia con la testimonianza di Gesù suo Figlio unigenito.

Chi riceve la benedizione con fede si dispone a perseverare nel bene, con la certezza che è meglio fare il bene, piuttosto che il male.

Chi riceve la benedizione di Dio si anima a quella decisione buona, a quel riprendere con coraggio le cose lasciate incompiute, a quel ricostruire i rapporti che si sono raffreddati o spezzati, a quell'insistere nella confidenza e nel sorriso che sono i segni che il Regno di Dio è vicino.

La benedizione di Dio scende dal cielo come la pioggia buona, desiderata dalla terra: non produce automaticamente il verde dei prati e l'abbondanza dei frutti, ma rende possibile al seme di germogliare e all'albero di vivere e di rallegrare il coltivatore sapiente con il grappolo generoso e con la mela saporita.

L'immagine della pioggia che feconda la terra aiuta a comprendere che per una vita benedetta si richiedono esercizi, gesti coerenti, comportamenti voluti che facciano fruttificare i talenti ricevuti, che portino luce in ogni situazione perche si riveli occasione, presente e imperdibile: se non ora, quando? Se non qui, dove?

Non siamo in attesa di interventi prodigiosi: piuttosto siamo disponibili a ispirazioni provvidenziali, a scelte possibili, ai gesti minimi che facciano risplendere la vita, questa vita, in questa casa, in questa situazione, perché il Regno di Dio è vicino.

Dio continua a benedire le persone e le famiglie, le case e i lavori, i sogni e le feste. Dio continua a effondere la sua benedizione per consolare le lacrime, per seminare speranza nella desolazione, per manifestare la sua presenza nella solitudine, per promettere vita eterna anche quando la morte sembra invincibile.

Dio continua a benedire. La sua «benedizione bussa discreta a ogni porta. Entra nella vita e nella casa per la porta della preghiera. La vita troppo indaffarata, troppo rumorosa, troppo superficiale, troppo arrabbiata, troppo gaudente può rischiare di non accorgersi che la benedizione di Dio sta alla porta, in attesa di essere accolta. Serve un po' di silenzio, un po' di preghiera, un po' di umiltà.

 Con questi intenti vorrei che giungesse in ogni casa la benedizione di Dio che invoco spesso per tutti coloro che incontro. Per questo affido questa proposta di esercizi, quasi di esempi, perché la benedizione di Dio renda feconda ogni vita e ogni vita sia benedetta.”

Siamo benedetti per benedire, visitati per visitare… ecco il nostro compito.

Prepariamo con amorevolezza il momento dell’incontro col sacerdote, ritroviamo il gusto dell’attesa di un DONO DELLA GRAZIA che viene fatta a ciascuno di noi (non ai muri, alle cose, agli oggetti), raduniamoci tutti come famiglia perché la preghiera possa essere forza di comunione.

Anche quest’anno passerò solo in metà paese (la zona verso Suello) ed inviterò le famiglie dell’altra metà a condividere insieme il momento della preghiera della DOMENICA POMERIGGIO. E’ la preghiera di famiglie che ringraziano il Signore per ciò che nell’anno hanno vissuto e lo invocano come sostegno per il cammino che sia apre davanti. Che bello poter pensare che il gesto della piastrella che consegniamo e che prendiamo nuova possa essere davvero una “benedizione” reciproca che le famiglie presenti si scambiano.

Nell’ultima settimana che ci prepara al Natale, nei giorni della Novena saranno coinvolti nella visita alle famiglie anche don Felix e don Manoel che abbiamo conosciuto nei primi giorni di novembre per aiutarli ad essere più vicini alla nostra comunità.

Dio non si stanca di “visitare” l’umanità ed ha “Parole” creative di bene per ciascuno di noi… apriamo l’animo all’ascolto perché ci sia davvero “spazio” per Lui!

Buon Natale

Don Gianni